(29 giugno 2016) – Sarà Treviso ad ospitare, sabato 2 luglio prossimo, la “festa” di celebrazione per il 50mo compleanno dell’Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati (UNAIE), “una scelta dovuta – ha sottolineato il Presidente Franco Narducci – considerando l’enorme contributo che il Triveneto ha dato al mondo dell’emigrazione in oltre un secolo e mezzo di storia, sia in termini numerici che di protagonismo”.

L’UNAIE fu fondata il 29 dicembre 1966 a Roma, in Via Veneto, 169, nello studio notarile del Dr. Francesco Cavallaro, per iniziativa di moltissime associazioni operanti a livello regionale e provinciale, ma anche di un numeroso gruppo di politici provenienti dall’intero territorio nazionale, tra i quali giova ricordare Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica Italiana e a quel tempo Deputato all'Assemblea regionale siciliana nel collegio di Palermo.

Nei suoi 50 anni di vita l’UNAIE è stata presieduta e guidata da numerosi protagonisti della politica italiana che hanno vissuto i tempi della ricostruzione economica e morale dell’Italia, dopo lo sfacelo della seconda guerra mondiale. Basti ricordare Mario Toros, parlamentare in sette legislature ma anche più volte sottosegretario e ministro, nonché per molti anni presidente dell’Ente Friuli nel Mondo; l’On. Dino De Poli, presidente della Fondazione Cassa Marca di Treviso, conosciuto in ogni parte del mondo come fondatore di Umanesimo Latino; Ferruccio Pisoni, parlamentare, sottosegretario ed europarlamentare, per vari anni presidente della Trentini nel Mondo. Ed ancora: il sen. Aldo Degaudenz e l’Avv. Domenico “Mimmo” Azzia, il vulcanico presidente di Sicilia Mondo che durante il suo periodo di presidenza dell’UNAIE si è speso tantissimo per allargare i confini dell’associazionismo.

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Messaggio della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace per la Giornata del 1° maggio 2016

Il dato prevalente è che il lavoro in Italia manca. Una scarsità che porta sempre più persone, impaurite dalla prospettiva di perderlo o di non trovarlo, a condividere l’idea che nulla sia più come è stato finora: dignità, diritti, salute finiscono così in secondo piano. Si tratta di una deriva preoccupante messa in moto dal perdurare di una crisi economica stabilmente severa, da una disoccupazione che tocca diversi segmenti anagrafici e demografici (i giovani, le donne e gli ultracinquantenni), e da un cambiamento tecnologico che da più parti viene definito in termini di “quarta rivoluzione industriale”. Rispetto a questa situazione, non sfugge la pertinenza del richiamo alla responsabilità degli imprenditori formulata nell’Evangelii gaudium, e ripresa nel Messaggio del Pontefice al Forum economico mondiale di Davos; tuttavia, si possono prefigurare responsabilità più ampie e diffuse. A ben vedere, infatti, anche i lavoratori hanno una responsabilità con la quale fare i conti: il lavoro, che ci sia o meno, tracima e invade le vite delle persone, appiattisce il senso dell’esistenza, così che chi non aderisce a questa logica viene scartato, rifiutato, espulso.

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ROMA (27 aprile 2016) - Il 29 aprile prossimo a Roma, la “Sala Fredda” di via Buonarroti 12 ospiterà il congresso costitutivo del Forum delle associazioni degli italiani nel mondo (FAIM). Ad oltre due anni dall’avvio di un intenso percorso di discussione che ha visto larga parte del mondo delle associazioni impegnata ad aprire una fase nuova della propria presenza, l’assemblea sancisce la scelta della forte autonomia del mondo associativo e quindi della sua collocazione come soggetto della rappresentanza sociale degli italiani nel mondo.
“A 70 anni dalla Repubblica l’assemblea congressuale intende porre al centro i valori fondativi della Repubblica e della Costituzione fra loro inscindibilmente connessi”, sottolinea il comitato organizzatore. “Diritti di libertà e diritti sociali costituiscono la base di una rivendicazione costante che riguarda tutti coloro che emigrano”.

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