Il contesto iniziale

 

L’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati) è nata nel 1966 in un momento difficile e tormentato del Nostro Paese segnato dalla imponente emigrazione di milioni di italiani dal Sud verso il triangolo industriale del Nord Italia per sciamare poi in direzione dell’Europa, dell’Australia, delle Americhe e del Sudafrica. Esodo quasi biblico, obiettivo occupazione e migliori condizioni di vita.

A fronte di un’Italia svuotata delle forze lavoro di tantissimi suoi figli, milioni di italiani hanno dovuto affrontare esperienze terribili nelle società di accoglienza davanti alle barriere della lingua, del clima, di parametri culturali mai conosciuti prima e spesso ostili, nella condizione subordinata di migranti. L’emigrazione di quegli anni è stata spoliazione e perdita secca per l’Italia e trasferimento di ricchezza e sviluppo nelle nazioni di insediamento.

L’emigrazione italiana è stata un’autentica epopea culturale e storica per il nostro Paese e per i suoi protagonisti che hanno portato, trapiantato e diffuso nel mondo il carattere forte di un grande popolo. In terra straniera gli italiani hanno trovato i primi strumenti di sopravvivenza proprio tra di loro, cercandosi e riunendosi, facendo fronte comune attraverso le forme associative divenute il primo strumento di difesa, di socializzazione, di richiesta di diritti per diventare poi strumento di partecipazione e di promozione umana e sociale.

Ma l’associazionismo di emigrazione, questo formidabile scudo di incalcolabile valore sociale, storico ed umano, aveva bisogno di esteriorizzarsi, cioè di collegarsi con la madrepatria e trovare punti di riferimento nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni dell’esodo per non perdere cultura ed identità.

In Italia non mancarono le sensibilità e le risposte. Nacquero presto gruppi ed associazioni collegate territorialmente con i propri emigrati. In quel periodo, aveva suscitato ammirazione e curiosità il mai dimenticato Franco Verga, parlamentare, che aveva aperto a Milano il C.O.I. (Centro Orientamento Immigrati) un Centro di Orientamento e di servizi per l’assistenza e l’impatto dei meridionali che arrivavano numerosissimi ed a flotte a Milano e nel triangolo industriale dal Centro e dal Sud Italia in cerca di lavoro e di sistemazione.

Franco Verga, uomo di eccezionale sensibilità sociale e cattolico praticante, intuì il dramma dei nuovi arrivati, del loro sradicamento dall’ambiente di provenienza e nello stesso tempo l’importanza che gli stessi mantenessero collegamenti e contatti con le famiglie rimaste a casa.

Scese quindi tra le città del Centro e Sud Italia più interessate all’esodo cercando persone, gruppi o associazioni che potessero in qualche modo, monitorare le famiglie degli emigrati e mantenessero i contatti con il C.O.I. di Milano.

Maturati da queste esperienze plurime, un gruppo di uomini generosi operanti nel mondo dell’associazionismo di volontariato di radice cattolica, venne nella determinazione di riunire le varie sensibilità associative esistenti delle diverse Regioni, e lo stesso C.O.I., per dar vita ad un organismo federale e rappresentativo che potesse assisterli e nello stesso tempo portare la loro voce nelle Istituzioni e nella società civile. Fra i protagonisti ed i pionieri meritano un posto di riguardo Camillo Moser, Pietro Carbone ed alcune associazioni regionali, il Fogolar Furlan, la Trentini nel Mondo, i Bergamaschi, la Gente Camuna, i Lucchesi nel Mondo, i Vicentini, i Siciliani, i Piemontesi. Il Coi ed altre.

 

La nascita dell’UNAIE

 

Nacque così l’UNAIE sostenuta dall’entusiasmo e dalla tensione dei soci fondatori per l’evento di novità e per la consapevolezza di dover intraprendere un impegno sociale nuovo come servizio ad un mondo di cui si conosceva ancora poco e chiedeva difesa, solidarietà e valorizzazione.

Era il tempo in cui il termine “emigrante” era sinonimo di povertà e di bisogno ai livelli più bassi.

Certamente questa è stata una molla forte che ha stimolato la tensione e la passione di volontariato nei suoi fondatori. L’UNAIE fu la prima e per lungo tempo l’unica federazione che raccolse l’associazionismo di matrice regionale in emigrazione ed i suoi operatori sociali. Prima esisteva solo l’Anfe e solo dopo sorsero altre federazioni. Acquistò subito prestigio ed autorevolezza entrando di forza nel contesto politico e sociale di quegli anni difficili del nostro Paese per la sua rappresentatività e per la concretezza dei suoi programmi ricevendo ampi riconoscimenti da parete dei Governi e delle forze sociali. Per 40 anni l’UNAIE è stata la punta di diamante costante di tutta la problematica del mondo migratorio italiano lungo un percorso difficile ed in salita spesso costretta a misurarsi con il muro di gomma dell’incomprensione e dell’insensibilità dei Governi e delle forze politiche incapaci di comprendere la portata e le potenzialità di una emigrazione che nel frattempo diventava “un’altra Italia” fuori dalla penisola e presente in tutti i continenti. Ci sono voluti decenni prima che si arrivasse al riconoscimento del voto degli italiani fuori dall’Italia cioè alla pari dignità di diritti con gli italiani che vivono in patria e prima che si parlasse di loro come “risorsa” anche se lo sono stati da sempre con le rimesse nei momenti bui del dopoguerra fino ad oggi. Possiamo affermare senza tema di smentita che nell’arco di 40 anni di vita dell’UNAIE, non si contano i convegni, i seminari di studi, le assemblee e le indicazioni ai Governi ed al Parlamento sui temi migratori.

Indicazioni in ogni tempo attuali rispetto al momento storico e politico del tempo in cui sono stati proposti per l’eccezionale duttilità dell’UNAIE a percepire e vivere i cambiamenti della società italiana.

In questo senso la capacità di elaborazione culturale e di proposta percorribile ha dato un contributo notevole alla crescita della democrazia italiana. E’ la storia che lo dice.

Ricordiamo alcuni tra gli obiettivi più importanti realizzati in questi 40 anni attraverso la proposta ed il contributo determinante dell’UNAIE:

Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) – Consulta e Comitati dell’emigrazione nelle Regioni italiane - voto amministrativo nei paesi europei – COMITES – CGIE – Voto degli italiani all’estero – Voto per corrispondenza – Iˆ Conferenza dell’emigrazione del 1975 – IIˆ Conferenza del 1988 – Conferenza degli italiani nel mondo del 2000 – Sostegno Radio, Stampa e TV – Recupero cittadinanza italiana – Agevolazioni fiscali prima casa in Italia – Assistenza malattie nel rientro in Italia – Corsi di lingua e cultura italiana. Fermo restando la regola permanente della difesa e del riconoscimento dei diritti e della promozione umana e sociale.

 

Si deve in buona parte all’UNAIE se nel nostro Paese è nata una “cultura dell’emigrazione” consolidatasi ai nostri giorni come “cultura degli italiani all’estero”. Anche in fatto di immigrazione.

L’UNAIE deve moltissimo ai vari presidenti che si sono succeduti alla sua guida, tutti uomini eccezionali e prestigiosi, che hanno lasciato un loro segno con scelte giuste a seconda del momento storico della loro gestione. (il Sen. Mario Toros, l’Europarlamentare Ferruccio Pisoni, l’On. Carmelo Puja, l’On. Giuseppe Zamberletti, il Sen. Aldo Degaudenz, l’On. Dino De Poli e da un anno Domenico Azzia).

Si deve a loro ed alle Associazioni aderenti se oggi l’UNAIE possiede un patrimonio storico, una sua immagine, una sua identità.

 

La nuova UNAIE

 

L’UNAIE è stata protagonista indiscussa degli ultimi 40 anni nello scenario storico dell’emigrazione italiana. A partire dalla fine degli anni 60 e nei successivi decenni, nel ruolo di difesa, di riconoscimento dei diritti a quello della socializzazione e della partecipazione, al ruolo più recente di soggetto di promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo fino a quello attualissimo come soggetto di intermediazione culturale e di coordinamento del rapporto con l’altra Italia. La recente evoluzione in senso federalista del nostro Paese impone ora una strategia di novità e di assalto nel nuovo scenario italiano, una strategia che sappia valorizzare la centralità del filone culturale italiano sul quale innescare le specificità culturali regionali, una strategia per costruire un rapporto organico ed interattivo con il coinvolgimento delle nostre comunità all’estero per una proiezione soprannazionale dell’immagine Italia. Senza mai dismettere la difesa dei diritti, premessa di libertà. A 40 anni dalla sua fondazione, l’UNAIE riscopre la freschezza e la tensione dei soci fondatori. Sempre punto di partenza e mai punto d’arrivo. I valori che hanno fatto la sua storia, la sua autonomia, la sua capacità di restare nel moto dei cambiamenti della società e l’esperienza acquisita in tanti anni di impegno, sono la sua forza per affrontare le sfide della società di oggi e di domani.

Approvato il 14 marzo 2014 dall’Assemblea degli Associati


Art. 1 – Denominazione, natura, sede
L’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati, in sigla UNAIE, è una federazione volontaria di Associazioni che operano per rafforzare nei cittadini di origine italiana, nei rispettivi Paesi di residenza, i valori che si rifanno alle comuni origini, al fine di valorizzarne il ruolo sociale, culturale, economico, istituzionale e, in generale, per consentire la migliore integrazione dei migranti.
Nel professare i principi dell’accoglienza e dei diritti dei migranti, l’Unione s’ispira soprattutto ai valori cristianie ai diritti universali dell’uomo, in un quadro di libertà, di pace e di valorizzazione delle autonomie istituzionali, dell’associazionismo e della sussidiarietà.
L’Unione è apartitica e non ha fini di lucro; nel perseguire le sue finalità di solidarietà sociale a favore di associati e di terzi, s’impegna al pieno rispetto della libertà e della dignità degli stessi associati.
L’Unione stabilisce il proprio domicilio presso L’Associazione Trentini nel Mondo Onlus – Via Malfatti, 21 Trento – ed ivi elegge la propria sede legale..
Eventuali modifiche statutarie relative alla sede potranno essere deliberate direttamente dal Consiglio Direttivo.
Per ragioni organizzative e di perseguimento dei fini istituzionali possono essere istituite sedi periferiche.
Le associazioni regionali svolgono le funzioni di sede locale dell’Unione. Qualora sul territorioesistaunnumeromaggioredi associazioni localilefunzioni di rappresentanza regionale dell’Unione sono attribuite dal Consiglio direttivo previa consultazione delle medesime.

Art. 2 – Fini Istituzionali
Il fine istituzionale dell’Unione, in cooperazione e nell’interesse delle associazioni aderenti, è di realizzare e promuovere iniziative e attività miranti:
a) a contribuire alla formazione e alla realizzazione umana, culturale, professionale e sociale degli italiani all’estero, con particolare riguardo al sostegno dei soggetti più vulnerabili e alla tutela delle diversità etniche;
b) a mantenere attivo il collegamento con la terra di origine, in specie quella regionale, con particolare attenzione alle giovani generazioni mediante gli strumenti della formazione professionale, dello studio, del perfezionamento linguistico e degli scambi familiari;
c) a valorizzare e portare a conoscenza dell’opinione pubblica nazionale il contributo arrecato dai cittadini di origine italiana in ambito scolastico, economico, sociale, istituzionale, culturale, ecc. nei rispettivi paesi di appartenenza, promuovendo ogni utile occasione di scambio e di sviluppo fra i paesi interessati e l’integrazione paritaria nella società di residenza, oltre che la partecipazione a quella italiana;
d) alla rilevazione e allo studio della problematica migratoria con la conseguente elaborazione di proposte legislative e operative, sostenendone l’attuazione e fornendo orientamenti e consulenza in materia alle associazioni aderenti;
e) all’informazione e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle condizioni delle comunità italiane all’estero e degli immigrati in Italia, editando all’occorrenza pubblicazioni e favorendo raccolta di memorie, testimonianze, materiali, ecc.;
f) a favorire l’integrazione tra le varie realtà etniche in ambito europeo, preservando in particolare gli aspetti che si rifanno alla comune origine latina e, più in generale, all’italicità;
g) a promuovere presso l’opinione pubblica nazionale la centralità del problema dell’accoglienza e dell’inserimento nel mondo del lavoro e nella società civile dei migranti in Italia.
L’Unione, al fine di realizzare i propri fini istituzionali, s’impegna a collaborare e, all’occorrenza, affiliarsi a enti pubblici e privati, associazioni e organismi nazionali e internazionali, nonché a promuovereo aderire a strutture di coordinamento i cui principi eattività non siano in contrasto con quelli indicati nel presente Statuto.
L’Unione, laddove richiesto, esprime proprie rappresentanze in organismi istituzionali quali CGIE, Comites e eventuali altri che, a qualsiasi livello, si occupino di emigrazione e immigrazione.

Art. 3 – Soci e adesioni
Sono soci ordinari:
a) le associazioni regionali, provinciali e locali, con sede in Italia, che operano fra gli italiani all’estero;
b) le associazioni d’immigrati con sede in Italia;
c) le associazioni d’italiani all’estero, con sede in paesi stranieri, non aderenti a quelle di cui al punto a).


Sono soci sostenitori gli enti pubblici e privati, le aziende e le persone fisiche che contribuiscono finanziariamente alla vita e all’attività dell’Unione.
L’ammissione dei nuovi soci è deliberata dal Consiglio Direttivo e, in caso di opposizione degli interessati, dall’Assemblea, sentito il Collegio dei Probiviri.
Le quote sono annuali e il loro ammontare è deliberato dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo.
La qualifica di socio da diritto a partecipare alla vita interna dell’associazione e diviene piena con l’effettivo versamento delle quote sociali. In caso d’inadempienza si rientra nella categoria dei soci osservatori, che tuttavia non può essere mantenuta per un periodo superiore ai tre anni.

Art. 4 – Organi dell’Unione
Sono organi dell’Unione:
a) l’Assemblea;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente;
d) il Collegio dei Revisori dei Conti.
e) il Collegio dei Probiviri
I componenti degli organi elettivi sono eletti secondo le norme stabilite dagli articoli appositi e durano in carica tre anni.
In caso di cessazione dell’incarico,per dimissioni o altri motivi, i componenti degli organi elettivi sono surrogati alla prima riunione di Assemblea. La nomina dei subentranti va fatta seguendo l’ordine dell’ultima tornata elettorale. Solo nel caso che questo sia esaurito l’Assemblea può procedere all’elezione di nuovi membri. In tutti i casi essi restano in carica sino alla scadenza dell’organo di cui fanno parte.
Tutte le cariche sociali sono assunte e assolte a titolo gratuito.

Art. 5 – L’Assemblea
L’Assemblea dell’UNAIE è costituita:
a) dai soci ordinari, o loro delegati, di cui all’art. 3, comma primo, con diritto di voto e d’intervento;
b) dai soci sostenitori, o loro rappresentanti, di cui all’art. 3, comma secondo, con diritto d’intervento.
Partecipano di diritto all’Assemblea, con facoltà d’intervento, presidenti emeriti e onorari di cui all’ultimo comma del presente articolo, oltre che i membri del Consiglio direttivo.
Possono essere invitati all’Assemblea, con facoltà d’intervento,i soci osservatori, i rappresentanti internazionali e di eventuali strutture periferiche dell’Unione, componenti del CGIE, di Comites, di Consulte regionali dell’emigrazione, esperti ed esponenti di altre Associazioni.
Hanno diritto di partecipare all’Assemblea, con diritto di voto, esclusivamente le associazioni che dimostrino di esserein regola con il versamento della quota sociale.
Ciascun socio ordinario ha diritto a un voto e può presentare solo una delega.
L’Assemblea è convocata dal Presidente, che la presiede. La convocazione avviene tramite avviso recante l’ordine del giorno, la data, l’ora, la sede della riunione ed è inviata a ciascun rappresentante almeno quindicigiorni prima della data fissata, anche attraverso fax o e-mail.

L’Assemblea è convocata:
1) in seduta ordinaria, entro il mese di aprile di ogni anno per l’approvazione dei bilanci, della relazione morale e politica del presidente e dei programmi generali dell’Unione e per
eleggere gli organi statutari in scadenza;
2) in seduta straordinaria, ogniqualvolta il Presidente lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei soci ordinari.
Per la validità dell’Assemblea è richiesta, in prima convocazione, la presenza di almeno la metà dei soci ordinari; in seconda convocazione di qualsiasi numero. Tra la prima e la seconda convocazione non può trascorrere meno di un’ora.
L’Assemblea può eleggere un Presidente Onorario dell’Unione.
Il presidente uscente e non riconfermato acquisisce il titolo di Presidente Emerito.

Art. 6 – Il Presidente
Il Presidente da impulso e coordina l’attività dell’Unione; gli è attribuita la rappresentanza legale dell’Unione in ogni rapporto.
Il Presidente è eletto dall’Assemblea; convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo.
In caso di urgenza, può assumere provvedimenti di ordinaria e straordinaria amministrazione, che tuttavia devono essere ratificati dal Consiglio Direttivo nella prima riunione utile. L’assemblea elegge il Vicepresidente Vicario e il Vicepresidente. Il Vice Presidente Vicario, sostituisce il Presidente in caso di assenza o d’impedimento.

Art. 7 – Il Consiglio Direttivo e l’Ufficio di Presidenza
Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dell’Unione ed è composto:
a) dal Presidente, daiVice Presidenti e da un minimo di cinque a un massimo di sette consiglieri. In caso di parità in eventuali votazioni, il voto del Presidente conta per due.
Partecipano alle riunioni di consiglio, senza diritto di voto, i Presidenti Emeriti e il Direttore, di cui all’art 9.
Il Consiglio, nella sua prima seduta, nomina il direttore e ripartisce gli incarichi tra i consiglieri. Nella medesima riunione, o in quelle successive, nomina i presidenti delle commissioni di cui all’art.12 e procede all’affidamento degli altri incarichi previsti dal presente statuto o, comunque, utili per il funzionamento dell’Unione.
Le funzioni di segreteria del Consiglio sono assolte dal Direttore,la cui carica può essere attribuita a un membro eletto del Consiglio.
Il Consiglio Direttivo predispone i bilanci annuali, consuntivo e preventivo, dell’Unione, cura l’attuazione dei programmi e delle decisioni dell’Assemblea.
Il Presidente, i due Vicepresidenti, il tesoriere e il direttore costituiscono l’Ufficio di Presidenza cui spetta il compito di sbrigare l’ordinaria amministrazione, pianificare l’attività del Consiglio Direttivo e degli altri organi e, in tutti i casi, svolgere eventuali attività demandate dal Consiglio direttivo.
Il Consigliodelibera sull’ammissione dei soci e sulla loro eventuale espulsione, in quest’ultimo caso previa decisione del Collegio dei probiviri, di cui all’art. 11.
Si decade dalla qualità di membro del Consiglio direttivo a seguito di tre assenze consecutive non giustificate dalle riunioni.
Possono essere invitati alle riunioni di Consiglio, in relazione agli argomenti trattati, presidenti di commissioni nazionali UNAIE e incaricati dei media, altri dirigentidell’Unione

e delle associazioni aderenti, parlamentari, nonché componenti del CGIE e di altri organismi nazionali.

Art. 8 – Requisiti di eleggibilità del Presidente e dei membri del Consiglio Direttivo
Il Presidente e componenti del Consiglio Direttivo possono essere eletti anche al di fuori dei soci, purché si tratti di personalità particolarmente distintesi, per impegno e competenza, negli ambiti d’intervento dell’Unione.

Art. 9 Il Direttore.
Il Direttore è preposto al funzionamento degli uffici e dei servizi dell’Unione.
Cura l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio direttivo e assiste tutti gli organi dell’Unione nell’espletamento delle rispettive funzioni.
Il Direttore partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo e all’Assemblea dei soci.

Art. 10 – Il Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi, di cui uno con funzioni di Presidente, e da due supplenti, eletti dall’Assemblea anche tra non soci.
Il Collegio adempie alle funzioni fissate dalla legislazione vigente in materia di controllo dell’attività contabile e di approvazione dei bilanci.

Art. 11 - Il Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei probiviri è composto da un massimo di tre persone, di cui una con funzioni di Presidente, la cui durata e scadenza è analoga a quella degli altri organi.
Al Collegio sono demandate tutte le controversie di carattere etico e di natura personale che dovessero insorgere in senoall’Unione. Le deliberazioni del Collegio sono inappellabili.

Art. 12 – Incarichi e commissioni
Il Presidente nomina, su proposta del Consiglio direttivo, i membri degli organismi pubblici nazionali, cui le relative leggi attribuiscano la spettanza all’UNAIE.
Il Presidente, sentito l’Ufficio di Presidenza, designa i rappresentanti dell’UNAIE presso organismi pubblici o privati, la cui presenza non sia regolata da disposizioni di legge.
Il Consiglio direttivo può istituire commissioni tematiche, temporanee o permanenti, incaricando della loro presidenza anche soggetti esterni particolarmente qualificati; esso può altresì promuovere e stimolare la nascita di consessi e aggregazioni esterne che facciano riferimento direttamente all’Unione e ai valori che essa professa con la possibilità di coinvolgerle in tutto o in parte nella vita e nelle sue attività.
Allo scopo di perseguire più puntualmente i propri fini istituzionali, l’Unione può nominare propri rappresentanti o delegati all’estero o in alcune aree del paese dove l’assenza di associazioni aderenti o motivi di promozione od opportunità lo giustifichino. Le relative decisioni sono adottate dal Consiglio direttivo e formalizzate dal Presidente.

Art. 13 – Norme finanziarie
Il patrimonio dell’UNAIE è costituito da:
a) quote e contributi obbligatori degli associati;
b) eredità, donazioni e legati;

c) contributi statali e regionali, di enti locali e di altre istituzioni pubbliche;
d) contributi dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali;
e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
g) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
h) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni a premi;
i) altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.
L’esercizio finanziario si chiude il 31 dicembre di ogni anno ed entro quattro mesi dovrà essere formato il bilancio da presentarsi all’assemblea per la relativa approvazione.

Art. 14 – Regolamento, modifiche statutarie
L’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, può adottare disposizioni regolamentari per l’attuazione del presente Statuto.
Le modifiche al presente Statuto sono adottate dall’Assemblea Generale, in seduta straordinaria con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.

Art. 15 – Scioglimento dell’Associazione
L’Unione ha una durata illimitata e non può sciogliersi prima che le delibere da essa assunte non siano eseguite. In caso di scioglimento dell’Unione i beni residui, a liquidazione avvenuta, saranno devoluti a organismi aventi finalità analoghe o non in contrasto con lo scopo sociale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
È fatto espresso divieto di distribuire, anche in modo indiretto, il Fondo Patrimoniale in caso di scioglimento dell’Associazione o durante la vita della medesima.

Art. 16 - Disposizioni transitorie efinali
Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si applicano le disposizioni contenute nel Codice Civile e nelle leggi vigenti in materia.
Gli organi eletti nella assemblea precedente a quella di approvazione delle modifiche statutarie rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato e assumono la nuova denominazione”.

 

Organigramma dell’UNAIE

 

 

Consiglio Direttivo

 

Presidente
Ilaria del Bianco

Vicepresidente vicario:
Alberto Tafner
Trentini nel Mondo

Vicepresidente:
De Bona Oscar
Bellunesi nel Mondo

Segreteria:
Trentini nel Mondo

Consigliere:
Mario Algeo
Trevisani nel Mondo

Consigliere:
Lia Di Menco
Abruzzesi nel Mondo

Consigliere:
Federica Merlo
Fondazione Verga

Consigliere:
Luigi Papais
Ente Friuli nel Mondo

Consigliere:
Stefania  Schipani
Filitalia International



Presidente Emerito:
Dino De Poli
Fondazione Cassamarca
Presidente Onorario:
Mario Toros
Friulani nel Mondo

Presidente Onorario:
Ferruccio Pisoni
Trentini nel Mondo

Presidente Onorario:
Aldo Degaudenz
Trentini nel Mondo

Presidente Onorario:
Franco Narducci

 

Revisori dei conti

 

Fabio Ziberna

Giuliani nel Mondo

Nicola Stivala

Gente Camuna

Renzo Matelich

Unione Emigranti Sloveni-Cividale

Alberto Bidin

Pordenonesi nel Mondo

Fabio Vitali

Padovani nel Mondo

 

 

Collegio dei Probiviri

Presidenti onorari: Ferruccio Pisoni e Aldo Degaudenz (Trentini nel Mondo) e Dario Rinaldi (Giuliani nel Mondo)