STATI GENERALI: VERSO IL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI/ LA TAVOLA ROTONDA

ROMA \ aise (03.07.15) - Con una tavola rotonda moderata da Franco Narducci è terminata oggi pomeriggio la prima giornata dei lavori degli Stati generali delle Associazioni italiane all’Estero. Hanno portato il loro contributo Gianni Bottalico (presidente Fai-Acli), Enzo Costa (portavoce Forum del terzo Settore), monsignor Giancarlo Perego (direttore Migrantes), Luca Jahier (presidente 3° gruppo del C.E.S.E.) e Rino Giuliani (Vicepresidente Istituto Santi e membro del comitato promotore). Nel mezzo degli interventi, Narducci prende la parola per una breve comunicazione della Farnesina, rivolta a quanti hanno lamentato l’assenza del Ministero, “presente ai lavori di oggi con i consiglieri Devita e Davitoli, e domani con il Direttore generale Cristina Ravaglia che porterà anche il messaggio del Ministro Gentiloni”.

Ma torniamo ai lavori. Per Bottalico le associazioni devono “capire quale ruolo abbiamo” e “chi rappresentiamo, quali interessi? Non possiamo raccontare un mondo che non c’è più, sarebbe la nostra morte. Spero che il Forum delle associazioni colga opportunità di riflettere su come dovremo essere”. Due le sue indicazioni: puntare su “identità di servizio e forte iniziativa politica, da recuperare nelle nostre associazioni”. Per Bottalico occorre “alzare il livello di politicità, perché le sfide sono politiche. Chi rappresentiamo si riconosce in noi se difendiamo i loro diritti”.

“La nostra presenza sul territorio”, ha aggiunto riferendosi alla rete capillare di diverse associazioni, e dei patronati in primo luogo, “è un valore, certo. Ma la nostra deve essere una presenza non solo di servizio ma anche di rappresentanza. Il patronato ha una storia e un valore anche politico oltre che di servizio, di tutela di diritti. Spero – ha concluso – che il Forum sappia dare fortemente e responsabilmente un apporto di novità e cambiamento”.
Portavoce del Forum del terzo Settore, Enzo Costa ha ricordato che “un Forum è un modo per far rete tra associazioni. Oggi il mondo è diventato sempre più individuale; diventa difficile anche per la politica” perché “niente viene affrontato con la logica collettiva. Le associazioni, invece, hanno in sé il valore dello stare insieme”. Quindi il Forum delle associazioni “deve propugnare la cultura del noi. Non buttiamo a mare tutto: le critiche sono giuste, ma devono contenere speranza, cioè qualcosa che ci fa guardare al futuro”. “Quale è l’indirizzo del cambiamento? Per me – ha osservato – l’unica risposta è il benessere delle persone”.
A questo devono lavorare le associazioni, consapevoli che “la rappresentanza inizia dai territori, cioè dove vivono le persone e nascono i bisogni; se il Forum ci sarà, - il consiglio di Barbieri – che sia articolato dal territorio verso i l centro e non viceversa. Mai perdere contatto col territorio e con ciò che esprime. Cercate di essere più autonomi possibili dalla politica e dall’economia, autofinanziatevi perché la libertà è il valore più grande che può avere un’associazioni di associazioni per dire la sua”.

Di Migrantes e Missioni Cattoliche ha parlato monsignor Perego che ha invitato tutti a “non perdere di vista l’esperienza dei giovani in emigrazione”. Quattro le parole chiave indicate dal direttore della Migrantes: Rappresentanza, cittadinanza, tutela dei lavoratori, integrazione.

La rappresentanza “deve essere anche rappresentativa”; la cittadinanza “deve superare concetti segnati da un nazionalismo”; la “mobilità mette a rischio i diritti dei lavoratori”, quindi “la loro tutela rimane un tema centrale. De Gasperi nel ‘53 invitava l’Europa a lavorare per la giustizia sociale, e richiamava la moralità internazionale”. Quanto all’integrazione “è un processo di partecipazione e non di separazione dal territorio”.
“Come Chiesa – ha aggiunto - viviamo nelle differenti realtà del mondo: quest’anno abbiamo inviato 30 giovani sacerdoti all’estero, non succedeva dal ‘50, per vivere dentro e non a lato delle comunità ecclesiali”.
Perego ha quindi elencato “le battaglie del forum” che ha sintetizzato in tre “no” e tre “sì”.
“No allo strabismo nella lettura dell’emigrazione: vogliamo diritti per i nostri migranti e non ne diamo agli immigrati in Italia; no al ritorno dei nazionalismi e no all’integrazione schiacciata sull’ assimilazione, serve il meticciato”. Le battaglie del sì: “sì ad un’ Europa fondata sullo scambio e sulla capacità dell’emigrazione come elemento che aiuta a tenere insieme la “casa comune”, cioè ad una politica dell’emigrazione comune, non nazionalistica; sì alla rappresentanza carica di esigenze del territorio; sì alla cittadinanza che si allarga e sia capace di estendere libertà, fraternità e uguaglianza”.

All’intervento di Luca Jahier, che ha richiamato il concetto di “convergenza tra territori ed economie”, è seguito quello di Rino Giuliani che, da membro del Comitato organizzatore, ha rivendicato la volontà delle associazioni di “rinnovarsi e mettersi in discussione”.

“Autonomia, pluralismo e tutela sociale sono le nostre linee guida, come ha sottolineato Del Bianco stamane. Abbiamo superato la fase critica che frastagliava il mondo delle associazioni”, ha sottolineato più volte Giuliani. “Gli Stati generali nascono proprio perché siamo consapevoli dei nostri limiti e della necessità di cambiare col mondo che cambia”.

“È ormai concluso il nostro lungo percorso di crisi e assestamento: il Forum serve appunto a creare coesione con chi ci vuole stare, con delle regole precise. Non siamo più al punto di 5 anni fa, siamo andati avanti. Noi non siamo contro la politica - precisa, pur ricordando che nessuno in tre legislature ha perorato la causa, chiedendo la calendarizzazione della proposta Narducci sulle associazioni – vogliamo continuare il nostro progetto con chi ci sta, come indichiamo nel Manifesto e come ribadito nella relazione di Ilaria Del Bianco. Il Forum – ha concluso – nasce per associazioni autonome e in grado di far sentire la propria voce”. (m.c.\aise)