51 anni dopo Marcinelle

Alle 8,10 dell’8 agosto, le campane di Marcinelle, in Belgio, hanno ricordato con i loro mesti rintocchi i 262 minatori morti nell'incendio sviluppatosi nella miniera di carbone di Bois du Cazier. Era l'8 agosto del 1956, e qui – in quella che è ormai ricordato come uno degli eventi più drammatici nella storia dell'emigrazione italiana – morirono, a fianco di tanti minatori belgi, francesi, tedeschi, polacchi, ucraini, russi, greci, ungheresi, olandesi, inglesi, anche 136 nostri connazionali, giunti in Belgio da 13 regioni della penisola, alla ricerca di una fortuna che, purtroppo, perì insieme a loro, in fondo a questa miniera.

 

L'agghiacciante tragedia consentì di portare alla ribalta le condizioni disumane in cui erano costretti a scavare i minatori in Belgio (scarsissime garanzie di sicurezza, lavori durissimi e praticamente nessuna tutela sanitaria) e diede il via all'elaborazione di una regolamentazione più severa nelle miniere; ma segnò anche un massiccio rallentamento del flusso dell'emigrazione italiana in Belgio, frutto di un accordo economico tra i governi dei due Paesi che prevedeva l'invio di 50 mila lavoratori italiani in cambio di carbone. I lavori nei giacimenti di Marcinelle ripresero nell'aprile del 1957. L'inchiesta sulla sciagura si aprì nel 1959 a Charleroi, nel 1961, portò alla condanna a sei mesi il direttore dei lavori, Adolphe Calicis, chiudendo così la vicenda. La miniera verrà definitivamente chiusa nel 1967.

 

 

A 51 anni da questa tragedia, in quella che dal 2001 è celebrata come la Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, Italia e Belgio non vogliono dimenticare. Oggi a Marcinelle una folta delegazione italiana comprendente anche numerosi esponenti di regioni italiane e di associazioni d'emigrazione ricorda questo evento, anche grazie alla mostra di lavori dell'artista Calisto Peretti, ex minatore, intitolata "Trent'anni di lotta per la sicurezza sul lavoro", in cui sono esposti numerosi manifesti creati apposta per sensibilizzare e prevenire le morti bianche – uno dei suoi schizzi a carboncino fu del resto scelto un anno fa, nel cinquantesimo anniversario della tragedia, proprio per il francobollo commemorativo realizzato dalle Poste del Belgio.

 

In Italia, invece, tra i tanti eventi e le cerimonie di commemorazione promosse, si segnala l'allestimento di una sezione specifica dedicata a Marcinelle che è stata allestita presso il Museo dell'Emigrazione "Pietro Conti" di Gualdo Tadino (Perugia), e che rimarrà aperta al pubblico per un mese. Inoltre, nella sala del Consiglio di Gualdo Tadino il Sindaco Angelo Scassellati commemorerà la ricorrenze con un minuto di silenzio con la cittadinanza.

 

Inoltre, proprio in questa occasione il Governo italiano ha ribadito il proprio impegno per tenere viva la storia degli oltre 27 milioni di italiani emigrati all'estero nel Novecento grazie al progetto che porterà alla prossima realizzazione di un Museo nazionale dell'emigrazione italiana, da realizzare al Palazzo della Civiltà e del Lavoro dell'Eur a Roma.


L'8 agosto verrà inoltre ricordato anche presso numerose comunità italiane all'estero. Per esempio, è l'UNAIE a sottolineare l'"emblematica e lodevolissima iniziativa" di Salvatore Cristaudi, delegato dell'UNAIE in Sud Africa, che a East Rand, alla periferia di Johanneburg, omaggerà questo anniversario con la posa di una roccia di granito di 20 tonnellate a ricordo, anche dalla lontana Africa, dei caduti italiani sul lavoro di tutto il mondo. (ItalPlanet News)