CONVIENE RIMANDARE A CASA GLI IMMIGRATI?

Ne sono convinti i conservatori americani che guardano con preoccupazione la pressione nei confini meridionali degli States per l’avanzamento del ceppo ispanico e spingono per un giro di vite. Anche perché il rimpatrio degli immigrati illegali, calcolati dal Pew Research Centre in 11 milioni e 300 mila, negli ultimi anni si è rivelato inutile. Infatti, mentre dieci anni fa il tipico migrante illegale riusciva a stare negli Stati Uniti otto anni, oggi la permanenza raggiunge i 13 anni. L’esitazione dell’amministrazione Obama si fonda comunque su altre valutazioni. Uno studio realizzato da Raul Hinojosa-Ojeda della UCLA, stima che l’espulsione degli immigrati illegali inciderebbe sul prodotto interno lordo americano del 1,5% e, per il solo stato della California, comporterebbe la perdita di 3 milioni e 600 mila posti di lavoro (Fonte: The Economist, September 13th 2014, p. 48).